Musica da film: Ennio Morricone

Se nel cinema il nostro paese può vantare due ambiti dove eccelle a livello mondiale, credo possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che questi siano: il doppiaggio pluripremiato da oltre 60 anni e le musiche da film.

Per quanto riguarda le colonne sonore i nomi di Italiani di elevata maestria sono tanti: da Nino Rota a Carlo Rustichelli, Nicola Piovani; da Piero Piccioni passando per Armando Trovajoli per arrivare fino al naturalizzato Louis Enriquez Bacalov. Ma il primo nome che viene sempre in mente appena si parla di musica che accompagna un film è quello di ENNIO MORRICONE.

Morricone, romano, novant’anni compiuti da un mese e oltre 60 anni di carriera, autore e direttore d’orchestra, il maestro al quale sono  più affezionato, a lui sono legate le musiche fra le più belle mai ascoltate. Difficile sceglierne una in particolare o fare una classifica fra le mie preferite, ma tenterò: proverò a scegliere sei composizioni del maestro Ennio Morricone, spero di farvelo conoscere e apprezzare e perché no a farvi appassionare!


Al sesto posto metto il Tema di Deborah, una sinfonia commovente e di struggente malinconia e bellezza. Il tema accompagna principalmente le scene dove è presente la stupenda Elizabeth McGovern, durante tutto il film di Sergio Leone “C’era una volta in America”, film uscito nel 1984. Una storia di amicizia e rivalità, amore e morte nell’America ruggente negli anni del  proibizionismo con le interpretazioni indimenticabili di Robert De Niro e James Wood.


Posizione numero cinque per Estasi dell’oro, una musica a velocità crescente con vocalizzi della insuperabile Edda dell’Orso, che accompagna la corsa di Tuco ( Eli Wallach) nella sfrenata ricerca della tomba di Arch Stanton dove è nascosto un enorme tesoro. Siamo nella parte finale del film di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” e pensate che questa scena, abilmente diretta da Leone e montata da Nino Baragli, è mostrata nelle scuole di cinema come uno dei più grandi esempi di capolavoro cinematografico.


Come quarta ho scelto Falls, una delle tante musiche del film “Mission” di Roland Joffè, dove la fede e la conversione al cristianesimo di una popolazione di nativi sudamericani e la conquista da parte degli europei di quei territori ancora inesplorati sono i temi principali del film. Grandi interpretazioni di De Niro e Jeremy Irons. Falls è particolarmente coinvolgente, grazie al suono tipico del flauto di pan, riesce a farti sentire la purezza di quei luoghi, in mezzo a foreste vergini e territori di sconvolgente bellezza.


Ora passiamo al mio podio, terzo posto per La resa dei conti tema finale del film “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone,  a mio parere il miglior film western della trilogia del dollaro. Nella scena  Mortimer (Lee Van Cleef ) e El Indio (Gian Maria Volontè) si affrontano in un duello serrato dove a dettare il tempo sarà il suono di un orologio da taschino e il suo caratteristico carillon. "Quando la musica finisce raccogli la pistola e cerca di sparare. Cerca!" con queste parole indimenticabili El Indio apre il duello, e l’intervento de Il Monco (Clint Eastwood) non farà altro che prolungare l’ansia e il pathos di questa scena magnifica.


Posto d’onore, il secondo, per il Tema d’amore di “Nuovo Cinema Paradiso” , un tema che ti rapisce e ti porta con sé. Faceva da sottofondo alla bellezza del montaggio delle scene di baci e seni nudi tutti rigorosamente in bianco e nero, censurate e tagliate in un epoca dove queste erano considerate tabù da un sacerdote alquanto bigotto Don Adelfio (Leopoldo Trieste) e che il proiezionista dell’epoca aveva segretamente rimontato e salvato in una pellicola che verrà poi consegnata come lascito al protagonista Salvatore, ora regista affermato, tornato al paese natale proprio per il funerale del suo amico e maestro Alfredo (Philippe Noiret). Un commovente e nostalgico tema di amore, Amore vero per una forma di cinema oramai scomparsa, ma di un fascino senza tempo.


Ma nel mio cuore  due componimenti la fanno da padrone più di altri, sì ho barato consapevolmente, ma sono due ex aequo che non potevo certo dividere. 

Il Tema d’amore del film “La Tenda Rossa” diretto da Mikhail Kalatozishvili e magistralmente interpretato da Peter Finch, Sean Connery, Massimo Girotti  e Claudia Cardinale.
Nella pellicola prodotta da Franco Cristaldi, allora marito della Cardinale, vengono narrate le vicende della spedizione del dirigibile “Italia”, guidata dal generale Umberto Nobile nel 1928, spedizione che purtroppo non andò affatto bene tanto che i sopravvissuti resistettero fra mille difficoltà sul pack del circolo polare artico per oltre 40 giorni. Un tema d’amore si, amore per l’esplorazione, la curiosità di visitare, la voglia di conoscere, il viaggio fra i ghiacci di una bellezza abbacinante tanta è la maestosità e la purezza. La scena è talmente intensa che si rischia la commozione.


Concludiamo questa carrellata con i Titoli di testa del film “La Califfa” diretto da Alberto Bevilacqua  su soggetto tratto dal suo  romanzo omonimo. Il film che parla principalmente di Irene, la Califfa appunto, donna forte, di carattere, consapevole della sua sensualità e anticonformista, interpretata da una meravigliosa Romy Schneider (l'attrice della principessa Sissi per intenderci) affiancata dal fantastico Ugo Tognazzi nei panni dell’industriale Annibale, un film vero e genuino dalle tinte profondamente drammatiche, in un’epoca di quotidiani disordini sociali.


Io mi sono limitato a queste, ma ce ne sono tantissime altre da ricordare e imprimere indelebilmente nel proprio cuore. Che altro aggiungere, nulla perché in fondo non servono altre parole.
Ascoltare per credere.



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