Danilo Arona ed Edoardo Rosati, il 21 giugno, hanno inaugurato la nuova collana medical noir Ink Edizioni con la pubblicazione de La maledizione della croce sulle labbra. Non siete deboli di cuore? Allora questo libro fa per voi!
Titolo: La maledizione della croce sulle labbra
Autore: Danilo Arona e Edoardo Rosati
Editore: Ink Edizioni
Genere: Medical noir
Link d'acquisto: Amazon
TRAMA
RECENSIONE
Le malattie infettive non sono affatto un problema del passato. Vivono accanto a noi. Nell’oscurità. Aspettando l’occasione giusta. Non so come dirtela in modo diverso ma…abbiamo lasciato che il Terzo Mondo diventasse una malattia.
A SPASSO CON…
Alex in una Milano oscura
Un mistero antico pulsa nelle viscere di una lontana isola dei Caraibi. Un mistero che finisce per assumere le fattezze di una strana epidemia. Il dottor Alejandro Vegas, un infettivologo locale, cerca di lanciare l'allarme ma viene inspiegabilmente ostacolato. E la malattia, che non ha nulla di conosciuto e sembra infischiarsene delle leggi convenzionali della medicina, si diffonde. Dietro l'incedere del nuovo morbo sembra celarsi un manipolo di untori fondamentalisti, pronti a spargere nel mondo la feroce pestilenza a costo della vita. E lo scenario si complica ben presto, quando l'infezione-che-viene-da-lontano sbarca in Italia. A Milano. La metropoli è agitata da una raffica di omicidi e suicidi, i corpi delle vittime accomunati da un inquietante herpes che taglia le labbra come una croce blasfema. Due infettivologi ospedalieri, un lui e una lei, cominciano a indagare, ma ciò che sembra un bizzarro focolaio epidemico si trasformerà in un autentico incubo. Che ha il sapore di una piaga biblica. E che richiederà il pronto intervento del dottor Vegas...
Le malattie infettive non sono affatto un problema del passato. Vivono accanto a noi. Nell’oscurità. Aspettando l’occasione giusta. Non so come dirtela in modo diverso ma…abbiamo lasciato che il Terzo Mondo diventasse una malattia.
Alejandro e Pellegrino Vegas: uno infettivologo, l’altro frate; uno vive a Corralejo, nelle Isole Caraibiche, dove dirige un centro di infettivologia presso l’ospedale, l’altro a Milano, dove si prodiga affinchè i senzatetto trovino rifugio presso la sua chiesa. Fratelli, eppure completamente opposti: forse per indole, forse per la misteriosa scomparsa della madre quando erano piccoli.
Ad unirli, strani fenomeni caratterizzati da una violenza inaudita.
Tutto prende forma a Corralejo, dove Alex inizia a notare inquietanti graffiti raffiguranti un volto deturpato da una piaga che assume la forma di croce rovesciata sulle labbra, con una scritta sottostante: Exù vive. Ben presto, il medico si rende conto che la comparsa dei graffiti anticipa atti macabri, suicidi inspiegabili, omicidi efferati compiuti da indigeni invasati.
Pochi mesi dopo, l’ondata anomala di violenza si propaga a Milano, dall’altra parte del mondo: la città è con le spalle al muro, il caos più totale prende il sopravvento e le morti si moltiplicano giorno dopo giorno. Comune denominatore sono gli herpes purulenti sulla bocca delle persone che uccidono o si uccidono e i graffiti in continuo mutamento. Il luogo in cui tutto si concentra sembra essere proprio il San Gerolamo, il ritrovo gestito da Pellegrino.
Assieme a Roberta Blanchard, neurobiologa del San Raffaele a Milano, Alex, giunto da Corralejo, scoprirà ben presto che il responsabile dell’ondata di morte e violenza è un prione, una particella proteica infettiva, che gli indigeni diffondono sulla città tramite fluidi e secrezioni attinte dal corpo sacro, il corpo cioè di una persona affetta dal morbo. Ed è così che i cittadini ignari lo contraggono anche solo toccando una maniglia infetta, su cui precedentemente i meticci hanno spalmato i disgustosi liquami.
Il senso di ineluttabilità fa da padrone in questo libro, dall’inizio alla fine. È come se la natura stessa si fosse ribellata e l’uomo, inerme, non possa far altro che soccombere.
Sebbene non credo che i due autori abbiano voluto dare risvolti politici alla trama che hanno scelto di sviluppare, io in questo medical noir ho letto molto di più che la storia appena descritta. Ho quasi avvertito una sorta di rivendicazione da parte dei paesi “sfruttati” dagli occidentali nei confronti di quelli urbanizzati ed efficienti, quali Milano appunto. La natura incontaminata, le foreste, le acque cristalline, le tradizioni locali, gli dei ai quali si rivolgono: è come se tutto fosse in realtà contaminato dalla ricchezza dei pochi che stazionano nei resort creati ad hoc per loro, che ne inquinano le acque con le loro imbarcazioni, che ne deridono gli abitanti locali per usi e costumi. Una sorta di legge del contrappasso quindi, in cui per una volta è la cosiddetta civiltà ad essere infettata e gettata nello scompiglio più totale.
Detto ciò, sicuramente La maledizione della croce sulle labbra non è un libro adatto a coloro che si impressionano facilmente: più che elementi horror, ad abbondare sono le descrizioni dettagliate delle uccisioni e i dettagli quasi splatter sul morbo, talmente ricchi di particolari da risultare ben visualizzati nella mente del lettore.
Un finale adrenalinico ha chiuso il cerchio, sebbene l’epilogo lasci intendere la possibilità di una continuazione…
Se ciò che cercate è una scossa di adrenalina, non lasciatevi scappare il frutto delle perfide menti di Danilo Arona ed Edoardo Rosati.
A SPASSO CON…
Alex in una Milano oscura
Il capoluogo lombardo è un perfetto coprotagonista in questo libro: i due autori hanno infatti abbondato nei dettagli sulla città, fra le cui strade hanno luogo la quasi totalità delle tragedie narrate.






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