Chitarrista e polistrumentista. Inizia a suonare la chitarra all'età di 10 anni. Le sue prime influenze musicali sono stati i Metallica, gli Iron Maiden per poi sviluppare un interesse maggiore per il genere progressive metal e il rock anni '70. (Dream Theater, Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Toto). Nel 2010, dopo aver militato in alcune band locali della realtà bolognese, forma insieme a 4 amici una nuova band chiamata "Entropia" con influenze rock per poi suonare in un trio (Cata Trio) , dopo alcuni anni, musica funk e blues in giro per l'Emilia Romagna. Nel 2016, in occasione del "Sannicandrock Fest", un concerto di beneficenza per gli animali bisognosi, pubblica la sua prima demo dal titolo "Sound of Strings". Nel 2017 partecipa al Gargano Rock I, album collettivo di artisti del Gargano e insieme alla 70's Tribute Rock Band incide una demo di cover dei grandi classici della musica. La band si esibisce nello stesso anno al Gargano Rock Fest.
Suona in acustico con il trio The Blue Side Acoustic Trio e nel 2018 pubblica il suo primo album, dal titolo Moonflower.
Suona in acustico con il trio The Blue Side Acoustic Trio e nel 2018 pubblica il suo primo album, dal titolo Moonflower.
- Moonflower è il tuo primo disco. Da dove nasce l’idea?
Ho iniziato a scrivere i brani con la consapevolezza di voler descrivere quella che è per me la ricerca di una sorta di equilibrio interiore, uno stato mentale o di benessere e ho cercato di farlo attraverso temi quali l'amore, il rischio, il senso di rinascita, la forza di reagire di fronte a situazioni difficili, il saper cogliere l'attimo. Ho usato il "fiore di mezzanotte", appunto Moonflower, come metafora, perchè è un fiore che probabilmente non esiste oppure è estremamente raro, così come lo è il raggiungimento di questo equilibrio interiore e mentale. Una condizione di ricerca secondo me insita in ogni essere umano.
- Il consumismo detta le sue regole anche in ambito musicale, come succede per la durata dei brani. Alessandro quanto ti influenza tutto ciò?
In realtà poco o niente. In Italia vanno brani orecchiabili, facili da ascoltare e appunto di breve durata per non stancare. Non giudico, anzi seguo anche alcuni artisti, ma quello che propone Moonflower è diverso, più elaborato come nella vecchia tradizione e di sicuro non si adatta molto al consumismo di oggi. Forse sono nato semplicemente nell'epoca sbagliata.
- L’album ha brani cantati in inglese e brani only strumental. Come mai questa scelta?
Ho scelto l'inglese perchè penso si adatti meglio alla musica in generale, mi piace di più e ha un linguaggio universale. Per quanto riguarda i brani strumentali invece.. beh.. a volte la sola musica dice più di mille parole.
- Change The world è il titolo di un brano dell’LP. Cosa vuoi cambiare Alessandro?
Il mondo che vorrei non è sicuramente questo. C'è così tanto poco rispetto in giro che è disarmante. Ipocrisia e invidia fanno da padroni. Vorrei poter cambiare il modo di vedere le cose, gli atteggiamenti o il modo di pensare. Vorrei che fossimo tutti più umani, che ognuno di noi aiutasse il prossimo senza chiedere nulla in cambio e senza mai rinfacciarlo. La gente è solita puntare il dito senza guardarsi mai allo specchio. Penso che gli esseri umani abbiano ancora tanto su cui lavorare.
- Ascoltando l’album ho avuto l’impressione di riconoscere determinate influenze di artisti rock, come i Pink Floyd, i Pearl Jam, i Dave Matthews Band, in una chiave di lettura un po’ più romantica, mi sbaglio?
No, non ti sbagli. Adoro queste grandi band da sempre e mi lusinga molto questo paragone. Ovviamente, al di là del fatto se si è famosi o meno, ogni musicista cerca di metterci del suo nella propria musica, mischiando le proprie influenze con i propri stili, cercando di ottenere un sound originale oltre che personale. Allo stesso tempo sono quasi un maniaco nella ricerca di melodie dolci, armonizzazioni e ritmi di facile impatto perché anche nella musica ci vuole equilibrio, cioè il saper mescolare la semplicità di poche note con il virtuosismo fine a se stesso. Oppure non saprei.. forse sono soltanto un musicista rock con un'inguaribile vena romantica.
- E ora veniamo a te, Alessandro cos’è per te la musica?
Potrei rispondere a questa domanda in mille modi diversi ma semplicemente ti dico che per me la musica non è una passione, ma un'esigenza. Non saprei proprio immaginarmi senza di essa perchè in parte ha forgiato il mio carattere e il mio modo di essere. Penso sia il mezzo più potente per comunicare e comunicarsi.
- Ultima domanda: perché devono ascoltare Moonflower?
Perchè penso sia un buon album. Un mix di semplicità e tecnica fusi assieme in diversi generi musicali. Ha un sound moderno che si rifà al passato e altro ancora. In pratica, un album quasi folle, un pò come me.
#prodottofornitoda Alessandro Cataluddi


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