Intervista: Diego Galdino - Festival del romance 2019

Per la serie "Interviste agli autori che saranno presenti al Festival del Romance Italiano", che come tutti o quasi saprete si terrà il 29 giugno 2019 a Milano, oggi sarà nostro ospite un autore che non smette mai di regalare storie romantiche e sognati ai suoi lettori, così dolci da sembrare d'altri tempi..
Stiamo parlando di Diego Galdino.

  • Perchè il romance?
Mi sono scoperto scrittore molto tardi, anche se da bambino scrivevo delle storie di fantascienza, affascinato da cartoni animati come Goldrake o Mazinga Z, ricordo che la signora Maria, uno dei personaggi de Il primo caffè del mattino, mi cuciva insieme i fogli per farli diventare dei piccoli libri. Di sicuro se sono diventato uno scrittore di romanzi d’amore il merito o la colpa è di una ragazza adorabile che a sua volta adorava Rosamunde Pilcher, una scrittrice inglese che di storie d’amore se ne intendeva parecchio. Un giorno lei mi mise in mano un libro e mi disse: «Tieni, questo è il mio romanzo preferito, lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile». Il titolo del romanzo era Ritorno a casa e la ragazza aveva pienamente ragione: quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era I cercatori di conchiglie. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era quello di vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie, ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: «Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere». Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra, con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia, un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce, al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno e fare il viaggio a ritroso insieme ai pendolari di tutti i santi d’Inghilterra che andavano a lavorare a Londra. Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza e forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio e in fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me, la voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene.

  • A spasso con...il libro che porteresti ovunque.
Persuasione di Jane Austen, un capolavoro, secondo me il padre di tutti i romanzi romantici moderni. E poi per chi ama Jane Austen Persuasione è il libro giusto per conoscerla meglio come essere umano…Un bellissimo essere umano.

  • In gita con un’autrice di Romance italiano: chi, dove e perché. 
In realtà sono amico di metà delle scrittrici italiane di Romance, tutte autrici bravissime che io stimo tantissimo. Penso a Chiara Parenti, Silvia Montemurro, Patrisha Mar, Chiara Panzuti, Daniela Volontè, Anna Premoli, Federica Bosco, Lucrezia Scali, Alessandra Angelini e tante altre. Quindi non mi sento di sceglierne una soltanto da portare in gita, farei più un pulmino per portarle tutte a visitare l’Aventino, per me il posto più bello di Roma e fare una foto di gruppo davanti al panorama che si vede dal Giardino degli aranci.

  • Racconta ai tuoi lettori cosa fai quando scrivi (vogliamo sapere i dettagli più interessanti e perché no buffi!).
Io da sempre mi sveglio alle quattro di mattina, scrivo per un’ora e mezza, poi mi travesto da barista per andare a fare i caffè ai personaggi delle mie storie. Quando scrivo lo faccio come insegna Sean Connery nel film Scoprendo Forrester… Scrivere non è pensare, è scrivere, la prima stesura va scritta di getto, in modo istintivo, non con la testa, ma nemmeno con il cuore, va scritta di pancia. Io quando batto le dita sui tasti del computer faccio come Michelangelo che levava il superfluo con lo scalpello, non facendo altro che liberare l’opera che era già dentro il blocco di marmo. Quando inizio a scrivere una storia lei è già tutta dentro di me, dalla prima all’ultima scena, è come se avessi visto un bel film e lo raccontassi a qualcuno che non ha la possibilità di vederlo con i suoi occhi. Quindi devo creare con le parole delle vere e proprie immagini per dare al lettore la possibilità di vedere ciò che io descrivo. 

  • A cena con il protagonista maschile di un tuo romanzo: cosa ti direbbe?


“A Diè, ma ci devi per forza far sudare sempre tantissimo per conquistare le donne che amiamo? Mortacci tua!”

I romanzi di Diego Galdino, che trovate tutti su Amazon, sono i seguenti:
  1. L'ultimo caffè della sera, Sperling&Kupfer aprile 2018
  2. Ti vedo per la prima volta, Sperling&Kupfer aprile 2017
  3. Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi, Sperling&Kupfer giugno 2015
  4. Mi arrivi come da un sogno, Sperling&Kupfer febbraio 2014
  5. Il viaggio delle fontanelle, Sperling&Kupfer, 2013
  6. Il primo caffè del mattino, 2013
...e altri. 

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