Recensione: The Chain - Adrian McKinty
Il libro di cui vi parlo oggi è una recente uscita targata Longanesi, il thriller di Adrian McKinty intitolato "The Chain" pubblicato lo scorso 29 agosto.
Titolo: The Chain
Titolo originale: The Chain
Autore: Adrian McKinty
Genere: Thriller
Editore: Longanesi
Link d'acquisto: Amazon
TRAMA
"Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice. È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà. La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà. Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l'impensabile. Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato. Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa...".
RECENSIONE
Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare in giro di questo libro e quando ho avuto la possibilità di leggerlo ne ho approfittato perché ero proprio curiosa di conoscere questo caso editoriale così discusso; devo dire sinceramente che si è rivelata una bella lettura anche se ho avuto qualche riserva che non mi ha permesso di apprezzarlo pienamente.
Bisogna premettere che il libro di McKinty nasce da una novella scritta dall'autore e poi riadattata e romanzata, e l'idea della trama ha origine da una particolare tipologia di rapimento molto in usata in Messico che McKinty ha intrecciato alle famose catene di Sant'Antonio, e rielaborando questi due elementi ha creato una storia in cui tutto è amplificato all'ennesima potenza, in modo tale da conferire alla vicenda quella tensione in grado di intrigare chi legge.
"Rachel si interroga. Che cosa vogliono, quelli che stanno dietro tutto questo? La cosa più importante è che la Catena continui. Alcuni di quelli coinvolti possono essere più ricchi di altri, ma soprattutto devono essere abbastanza intelligenti e discreti da aggiungere un altro anello e da perpetuare il meccanismo. Ogni anello è prezioso."
La protagonista di questa storia è Rachel, una madre divorziata che ha faticosamente superato da poco il calvario del cancro e sta cercando di andare avanti per sé e per l'amata figlia Kylie che rappresenta tutto il suo mondo. In una mattina come tante, all'improvviso il mondo però le crolla addosso, come un fulmine a ciel sereno. Tutto ha inizio con una telefonata nella quale una donna sconosciuta le dice di aver rapito sua figlia...è l'inizio di un incubo.
"Il mondo le crolla addosso. Sta crollando. Rachel non riesce a respirare. Non vuole respirare. La sua piccola. No. Non è vero. Nessuno ha preso Kylie. Questa donna non sembra una rapitrice. È una menzogna.
«Kylie è a scuola», dice Rachel.
«Invece no. È con me. L’ho rapita.»
«Non sta... è uno scherzo.»
«Nessuno scherzo. L’abbiamo presa alla fermata dello scuolabus."
Rachel viene informata dai rapitori che per avere indietro sua figlia deve pagare un riscatto, ma non solo, assurdamente le viene chiesto di rapire a sua volta un altro bambino perché solo così la Catena andrà avanti e Kylie verrà liberata; sembra uno scherzo di pessimo gusto ma ben presto Rachel si rende conto che è tutto vero e che è finita dentro una spirale dalla quale non potrà più uscire senza perdere se stessa.
La donna non può rivolgersi neanche alla polizia, chi sta dietro alla Catena lo scoprirebbe e le conseguenze sarebbero atroci così chiede aiuto al cognato Pete, un ex marine con problemi di tossicodipendenza che, molto affezionato alla nipote, non esita ad imbarcarsi in questa assurda missione. E così Rachel fa tutto ciò che le viene chiesto, contravvenendo ai suoi stessi principi e trasformandosi da vittima a carnefice pur di riavere indietro sana e salva sua figlia.
La donna non può rivolgersi neanche alla polizia, chi sta dietro alla Catena lo scoprirebbe e le conseguenze sarebbero atroci così chiede aiuto al cognato Pete, un ex marine con problemi di tossicodipendenza che, molto affezionato alla nipote, non esita ad imbarcarsi in questa assurda missione. E così Rachel fa tutto ciò che le viene chiesto, contravvenendo ai suoi stessi principi e trasformandosi da vittima a carnefice pur di riavere indietro sana e salva sua figlia.
"Rachel sente di essere sul punto di piangere, ma ha finito le lacrime da un pezzo. Adesso è fatta di pietra. Una volta di più si rende conto che la persona che era il giorno prima è scomparsa."
La lettura di The Chain mi ha rivelato un thriller diverso dal solito, l'autore ha creato un intreccio narrativo nuovo e interessante e il tema della misteriosa catena di rapimenti cattura indubbiamente l'attenzione del lettore, sia per l'atmosfera piena di adrenalina e stress psicologico della prima parte del libro, sia per le numerose tematiche di riflessione che offre.
La Catena attraverso il suo morboso meccanismo di continuità gioca pericolosamente con il confine sottile che intercorre tra vittima e carnefice, sfruttando a suo favore l'amore incondizionato che un genitore prova verso il proprio figlio per spingere la vittima di turno ad azioni abominevoli e immorali; ne è l'esempio lampante Rachel, disposta a tutto pur di poter riabbracciare sua figlia Kylie e così costretta suo malgrado ad andare contro i suoi stessi principi morali oltrepassando la linea di confine fra bene e male e calandosi in quel lato oscuro e perverso dove l'immoralità regna incontrastata.
Più volte durante la lettura ho provato ad immedesimarmi nei panni di Rachel chiedendomi se nella sua stessa situazione anch'io avrei agito come lei e la risposta è positiva, perché quando c'è in gioco la vita e la sicurezza dei propri figli sfido chiunque a non smuovere mari e monti pur di proteggerli. Naturalmente McKinty ha saputo sfruttare questa consapevolezza a suo favore creando un intreccio narrativo vincente...ma c'è comunque qualcosa che non mi ha convinta del tutto.
Nella prima parte del libro, incentrata sul rapimento di Kylie e sulle conseguenti azioni di Rachel, l'autore ha usato uno stile narrativo dai ritmi serrati e frenetici e la lettura scorre veloce incrementata dalla forte tensione che aleggia nella vicenda e in alcune scene l'ansia raggiunge dei livelli molto alti catturando totalmente l'attenzione. Nella seconda parte, almeno per me, l'interesse è un po' calato proprio perché l'autore cambia registro narrativo andando a perdere gradualmente quel pathos riscontrato all'inizio, elemento che mi aveva fatto molto apprezzare il libro, inoltre McKinty fa intuire già molto in anticipo l'identità dei colpevoli togliendo ulteriore mistero alla trama. Nonostante ciò The Chain rimane comunque un buon thriller psicologico che merita di essere letto proprio grazie alla sua trama diversa dal solito.
La Catena attraverso il suo morboso meccanismo di continuità gioca pericolosamente con il confine sottile che intercorre tra vittima e carnefice, sfruttando a suo favore l'amore incondizionato che un genitore prova verso il proprio figlio per spingere la vittima di turno ad azioni abominevoli e immorali; ne è l'esempio lampante Rachel, disposta a tutto pur di poter riabbracciare sua figlia Kylie e così costretta suo malgrado ad andare contro i suoi stessi principi morali oltrepassando la linea di confine fra bene e male e calandosi in quel lato oscuro e perverso dove l'immoralità regna incontrastata.
"Rachel torna in cucina. Appoggia la pistola sul tavolo e si siede. È piena di odio e disgusto per se stessa. Tutto questo non sarebbe successo se fosse stata una madre migliore. Per un attimo si chiede che cosa proverebbe a infilarsi in bocca la canna della Glock. A sentire il freddo acciaio sulla lingua, come se fosse il suo posto. Il pensiero la turba, e allontana la pistola. «Quando finirà tutto questo?» sussurra rivolta al buio. Il buio tiene per sé la risposta."
Più volte durante la lettura ho provato ad immedesimarmi nei panni di Rachel chiedendomi se nella sua stessa situazione anch'io avrei agito come lei e la risposta è positiva, perché quando c'è in gioco la vita e la sicurezza dei propri figli sfido chiunque a non smuovere mari e monti pur di proteggerli. Naturalmente McKinty ha saputo sfruttare questa consapevolezza a suo favore creando un intreccio narrativo vincente...ma c'è comunque qualcosa che non mi ha convinta del tutto.
Nella prima parte del libro, incentrata sul rapimento di Kylie e sulle conseguenti azioni di Rachel, l'autore ha usato uno stile narrativo dai ritmi serrati e frenetici e la lettura scorre veloce incrementata dalla forte tensione che aleggia nella vicenda e in alcune scene l'ansia raggiunge dei livelli molto alti catturando totalmente l'attenzione. Nella seconda parte, almeno per me, l'interesse è un po' calato proprio perché l'autore cambia registro narrativo andando a perdere gradualmente quel pathos riscontrato all'inizio, elemento che mi aveva fatto molto apprezzare il libro, inoltre McKinty fa intuire già molto in anticipo l'identità dei colpevoli togliendo ulteriore mistero alla trama. Nonostante ciò The Chain rimane comunque un buon thriller psicologico che merita di essere letto proprio grazie alla sua trama diversa dal solito.
A SPASSO CON...
Rachel e Pete






Nessun commento