Recensione: Difetti cristallini - Concetta Tandoi

Uno spaccato meno cristallino di quanto possa apparire sulle donne e i loro difetti.

Titolo: Difetti cristallini
Autore: Concetta Tandoi
Editore: Bookabook
Genere: Racconti
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TRAMA

Limpido, spontaneo, libero, sfrontato: è questo il modo in cui si raccontano le protagoniste di queste storie. Donne che non temono il giudizio altrui, cristalline nei loro difetti e nella loro diversità non celata, anzi valorizzata, perché ciò a cui aspirano è vivere una vita che le sorprenda. Le figure maschili sono un'eco lontana, come un sospiro appena percepito in questa matrioska di racconti volti a creare un'unica forma: quella di una donna che sa ciò che vuole.

RECENSIONE

Quando ho visto la copertina di questo libro me ne sono subito innamorata. Il ritratto di una donna, con gli occhi socchiusi, immersa in una vasca da bagno, evoca un senso di benessere e un punto interrogativo grande quanto una casa! Stesso sentimento per la trama, che mi ha subito intrigata ed incuriosita. E allora mi sono detta: devo leggerlo assolutamente!

Quello che non mi aspettavo era una serie di racconti così particolari, a volte bizzarri, a volte sui generis, a volte sensuali, spesso così criptici che ne hanno richiesto non solo una lettura lenta e accurata ma anche una rilettura, perchè non riuscivo ad apprenderne subito il senso.

Lo spaccato che la Tandoi fa sui difetti delle donne non è propriamente cristallino, a volte implica anzi una soglia del lettore così alta da condurlo a decifrarlo, quasi come fosse un codice morse tutto al femminile. Attenzione però: la scrittura ermetica della Tandoi non è un difetto, ma un acuminante pregio, un invito celato a coglierne il senso e darne una propria interpretazione.

Il bello deriva dal fatto che ognuno può afferrarne una sensazione differente, risolvere un enigma diverso. A ciascun lettore viene affidato il senso più intimo del singolo racconto, come fosse un rebus con vignetta contrassegnata da lettere o simboli.

A volte la risoluzione è semplice, chiara, cristallina come nel primo racconto "Cambio di posizione". Altre volte la risoluzione non c'è e resta un grande punto interrogativo come in "Lo strano disturbo di Anastasia", altre volte ancora ti lascia senza parole come in "Amadinus" e "Zia Peppinella" altre volte, come in "Clotilde e l'invito" ti fa pensare che si stava meglio quando si stava peggio oppure ma chi me l'ha fatto fa'!

Una raccolta di racconti che desta curiosità, riflessione e perplessità, ma narrata con un stile unico, stravagante e colto. 

A SPASSO CON...
Clotilde

in cerca dell'invito a pranzo!



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