Recensione: Un cuore in Bretagna - Sandra Faè
Titolo: Un invito inaspettatoAutore: Sandra Faè
Genere: Contemporary romance
Editore: Literaly Romance
Link d'acquisto: Amazon
Genere: Contemporary romance
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TRAMA
Un paese bretone Trégomeur che sembra uscito da un libro di fiabe, con un ponticello e una pasticceria che sforna deliziosi macaron, fa da sfondo all’intreccio di vite che lo animano. Cittadini eccentrici, ma sempre disposti ad aiutare, che entrano ed escono da un negozio di ammennicoli vari, il “Chez Juliette”, gestito da Juliette, per l’appunto, capace di incartare qualunque tipo di oggetto, anche settecentonovantadue portacandele a forma di zampa di gallina. Sarà proprio lei a doversi destreggiare tra uscite galanti, crisi adolescenziali, amori non corrisposti e drammi di vita quotidiana. Il tutto avvolto dalla magica cornice innevata che caratterizza il periodo natalizio e che rende ogni cosa magica. Trégomeur sa conquistare il cuore di chiunque la visiti, anche solo per sbaglio.
RECENSIONE
L’insegna recitava “Chez Juliette” e nient’altro che lasciasse presagire dal nome l’incanto di una bottega di articoli da regalo, dove era possibile farsi impacchettare anche oggetti comprati altrove.
Un cuore in Bretagna, l’ultimo romanzo di Sandrà Faè, è la storia di Juliette, che ha cambiato nome, e dopo un’infanzia difficile, ha deciso di cambiare aria e trasferirsi nel borgo di Trègomeur per aprire una piccola bottega di articoli da regalo, in cui è possibile farsi impacchettare qualsiasi oggetto. È la storia di Monique Dubois, titolare di una pasticceria di macaron proprio di fronte alla bottega “Chez Juliette”, che accoglie i cambiamenti così come li porta il vento. È la storia di Pierre Mesnil e Dominique LeGrande, intrappolati entrambi in una rivalità storica, che in realtà non importa a nessuno.
Juliette preferiva i macaron al mandarino e al pistacchio, comprava solo quelli e se li regalava con precisione chirurgica il primo e il terzo martedì di ogni mese: una piccola confezione da tre, sempre la solita, una volta al mandarino e una al pistacchio: mai uno sgarro, un’indecisione, un cambio di rotta o di gusto, niente. La vita le piaceva così, tonda come un macaron, senza deviazioni, capricci o vizi che riteneva deboli.
Ma è anche la storia di Sophie Giraud, moglie devota di un marito venuto a mancare troppo presto.
Senza dimenticare Christelle, nipote adorata di Monique, che per allontanarsi da Parigi, decide di trascorrere un “breve periodo” nella pittoresca Trègomeur. Dopo un primo periodo di assestamento, Christelle rinasce proprio grazie all’amicizia che si crea con la dolce Juliette, tanto che, dopo la scuola, inizia ad aiutarla come può alla bottega. E così molte altre storie, tutte concentrate nel magico borghetto francese, vi faranno sognare, e chissà, forse vi strapperanno anche una risata, così come è successo a me. Trègomeur sembra essere la bolla felice in cui ognuno di noi vorrebbe vivere. Accoglie cuori infranti e malandati, curandoli al meglio. Una volta guarito, però, il cuore non vuole più andarsene, e Trègomeur diventa casa.
«Le persone sole sono quelle che non hanno imparato a stare bene con se stesse» ripeteva a chi si preoccupava per il suo stato.
Un cuore in Bretagna è stata una lettura carina che, però, non è riuscita a prendermi totalmente dall’inizio fino alla fine. In ogni caso, questa “raccolta” di storie non è assolutamente per i Grinch della situazione. Se siete eterni romantici e amanti del bianco natale, allora ve lo consiglio, per passare una serata (si legge molto in fretta, sono solo 101 pagine) in compagnia di personaggi eccentrici e stravaganti, ma anche dolci e gentili, pronti a prendervi per mano e a trascinarvi nella meravigliosa cittadina.
Buona lettura!!
«E come siete arrivata a Trégomeur?»«In vacanza. Mi sono innamorata del luogo, c’era un negozio dismesso, l’ho affittato e ho investito il capitale ereditato dalla vendita dei peperoni. Cerco ancora di tenere a bada il rimorso per aver venduto l’attività, sebbene fosse l’unica scelta sensata da fare, altrimenti l’avrei portata al fallimento nel giro di una stagione. Non posso non sentirmi in colpa, il pensiero non mi abbandona mai.»«Oh, quindi avete anche voi una fetta di dolore sempre in tasca» le disse Sophie Giraud.«Come tutti» rispose Juliette, che detestava sentirsi unica, preferendo da sempre la ben più interessante opzione di sapersi parte del mondo, ridimensionata a piccola entità nella complessità dell’universo.
A SPASSO CON...
Juliette e Christelle
nella piccola bottega “Chez Juliette”, sommerse da metri di carta regalo e fiocchi a volontà!
#prodottooffertoda Literaly Romance





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