Recensione: Natale a Conerville - Jane Rose Caruso
Il secondo capitolo della storia di Melanie Sophie Spencer, la psicologa originaria del meraviglioso borgo di Conerville.
Titolo: Natale a Conerville
Autore: Jane Rose Caruso
Editore: Self Publishing
Editore: Self Publishing
TRAMA
Pochi giorni a Natale e Melanie Sophie Spencer ancora non ha acquistato alcun regalo. Dopo la magnifica estate a Conerville, dove ha ritrovato ricordi preziosi e serenità, è tornata alla sua vita di psicologa affermata a Parigi e gli impegni l’hanno travolta, tanto da non farle percepire l’atmosfera natalizia. L’ultimo treno per Conerville è partito e Melanie è riuscita a prenderlo: sta tornando a casa, dove troverà canzoni natalizie, decorazioni, ciambelle glassate e gare di torte e dove, forse, l’aspetta la magia di un Natale indimenticabile.
RECENSIONE
Avete presente l'atmosfera magica ed avvolgente dei film di Natale di Canale8? Natale a Conerville, se fosse un film potrebbe rientrare tranquillamente - e aggiungerei anche nella Top Ten dei migliori film del genere - nel loro palinsesto.
Fin dalle prime pagine si respira aria natalizia, quella della positività e della speranza, e soprattutto del tanto rientro a casa dai propri cari.
Portò le mani alle labbra e soffiò per riscaldarle, nonostante i guanti erano gelate. Iniziò di nuovo a camminare a passo veloce e dopo pochi metri finalmente entrò in stazione. Era sovraffollata. Dunque c'erano lucine natalizie e musichette che riempivano l'aria, grossi cartelloni pubblicitari invitavano all'acquisto. I suoi occhi luccicarono. Amava il Natale. Era una delle sue feste preferite. Si spostò verso la biglietteria e attese, la fila era lunga ma dopo un po' arrivò il suo turno. Fece il biglietto e si avviò verso il binario indicato. Il treno arrivò poco dopo, sbuffando. Giusto in tempo.
Giusto in tempo per salire su quel treno che avrebbe portato Melanie Sophie Spencer a Conerville, nella sua casa dolce casa, dove ad attenderla c'è suo fratello Malcom e Nanà. Quando arriva a destinazione non è però Malcom ad attenderla, ma un volto familiare, quel volto che le faceva battere il cuore da sempre, Jonny, il suo caro vecchio amico d'infanzia. Jonny le era andato incontro col suo sorriso disarmante, pronto ad aiutarla con le valigie e darle un'accoglienza calorosa col solo sguardo luminoso. E Melanie, d'altro canto, non poteva ricevere benvenuto migliore. Ma è a casa che riceve la più affettuosa accoglienza, infatti il cane Thor le salta addosso coprendo di fango il suo costosissimo cappotto bianco, nell'ilarità generale.
Melanie, da quando ha perso i genitori e dopo essere stata bistrattata da ragazzina, tiene molto al suo aspetto, ad essere precisa e puntuale in tutto quel che fa, con un'apparente snobismo di ragazza di città. La sua però è solo una maschera che dismetterà non appena sarà entrata nel vivo dell'atmosfera natalizia che si respira a Conerville, a cominciare dall'odore di torta di mele e cannelle che aleggiava tra le pareti di casa. Ma è il giro per la cittadina, tra lucine, dolci e passeggiate sul viale dei ricordi a scioglierle quel cuore di ghiaccio con cui era arrivata e a scaldarle l'atmosfera e gli affetti.
Conerville in quel periodo era un intreccio di luci e colori. Gli alberi di Natale erano dappertutto in città, così come gli addobbi. Ogni negozio aveva il suo piccolo arco con grandi fiocchi rossi e bianchi. Lungo la strada principale di Conerville c'erano bancarelle a destra e a sinistra che ospitavano tantissimi oggetti antichi: libri, mobili, chiavi. Tutto quello che poteva servire. Melanie si guardò attorno: ogni negozio, come il resto della città, era rimasto identico, nulla era cambiato. Melanie indossò il cappello e il cappotto e scese dal furgoncino, dirigendosi verso la strada. Fu avvolta da una miriade di profumi: caldarroste e ciambelle glassate.
Un Natale diverso e magico per Mel, di come non ne trascorreva da anni, e anche con un finale a sorpresa.
E' la prima volta che leggo un racconto di Jane Rose Caruso e devo dire che in pochissimo tempo ho divorato la storia da lei narrata. La sua scrittura lineare e cadenzata, come il ritmo costante di una sceneggiatura, permette al lettore di entrare subito nel vivo della storia e di compartecipare agli avvenimenti raccontati nella vicenda.
Natale a Canerville è un racconto che va bene in qualunque stagione, ma è perfetto per una lettura invernale con plaid sulle gambe e tisana tra le mani.





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