Recensione: Ci sono giorni da ricordare - Daniel Gouthier

Un storia commovente ed esemplare. 

Titolo: Ci sono giorni da ricordare
Autore: Daniel Gouthier
Editore: Bookabook
Genere: Narrativa
Link d'acquisto: IBS

TRAMA

Emma ha diciannove anni, molti grovigli e più di una cosa che le va storta. Un incidente sul campo da pallavolo e uno sciocco colpo di testa con l'amico Max la confondono ancora di più. Emma ama ritagliarsi spazi tutti per sé: le corse solitarie in giro per Torino e i ghirigori disegnati seduta sul davanzale di un vecchio palazzo in centro. Luca, ultranovantenne, è l'amico vecchio di Emma. È comparso un giorno nella sua classe per raccontare della deportazione, di Mauthausen e dell'importanza della memoria. Tra i due è nata un'improbabile amicizia, fatta di passeggiate, di pomeriggi al Caffè Fiorio, di parole e di ascolto. Luca la osserva, la capisce e le dà fiducia. Quasi la costringe a prendersi delle responsabilità, la più grande delle quali le donerà un po' di serenità. E la porterà a capire ciò che è giusto fare.

RECENSIONE

"Ci sono giorni da ricordare" non è un romanzo che si dimentica, sia per la storia che racconta sia per gli insegnamenti a lento rilascio che infonde nei cuori delle persone più sensibili. 

Non avevo mai letto nulla di Daniel Gouthier ma devo ammettere che la sua scrittura semplice e accorata, e la sfera emotiva che è capace di toccare, mi ha affascinata molto. Le tematiche affrontate e il modo originale in cui le ha intrecciate sono state il punto di forza di questo libro. Del resto come non si può amare una vicenda che parla di amicizia e di nazi-fascismo? Se ci pensate bene nel periodo nazi-fascista alla gente non restava altro che far fronte comune e l'amicizia era l'unica ancora di salvezza in un mondo tanto truce. Ma non è questa la storia. 

La storia di "Ci sono giorni da ricordare" è quella dell'amicizia tra una ragazza dei tempi attuali e di un signore anziano, un uomo che potrebbe essere suo nonno (o forse suo bisnonno) per età. E' la storia di una diciannovenne che deve ancora trovare il suo posto nel mondo e di un ultra novantenne che è stato deportato e che ha vissuto l'inferno. E' la storia di Emma e Luca, di come si sono conosciuti un giorno in classe quando Luca era andato per parlare del giorno della memoria e dell'importanza di ricordare, e di come sono diventati amici tra le passeggiate, i caffè e i grandi insegnamenti della vita. 
È tutta una questione di scelte. I valori, il lavoro, gli ideali, le frequentazioni sono tutte cose importanti: Ma a fare veramente la differenza – anche quella fra una vittima e un carnefice – sono le scelte che facciamo. Di questo profondamente sono convinto: io, tu, ciascuno, siamo le scelte che abbiamo fatto, che facciamo, che faremo.
Un'amicizia sui generis ma non del tutto inusuale, come quella dei nonni con i nipoti, da cui quest'ultimi non hanno altro che da imparare mentre dialogano con loro, mentre li ascoltano rapiti, mentre li osservano ai fornelli o mentre giocano insieme. Questa però di Emma e Luca ha una marcia in più in quanto affronta con delicatezza molte tematiche che vanno oltre l'olocausto - di cui Luca è stato vittima - e problemi d'identità - di una giovane donna -, ma riguarda l'intera sfera delle emozioni positive e negative che sono dentro di noi e la fondamentale importanza di conoscere dei buoni insegnanti di vita che stimolano ad avere fiducia in se stessi, ad essere responsabili a fare le scelte giuste. 

Un romanzo di formazione strutturato bene e che sa dosare quanto e cosa trasmettere e soprattutto a chi.





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