Review Party: La vedova riluttante - Georgette Heyer
Un nuovo romanzo dalla regina del Regency.
Titolo: La vedova riluttante
Titolo originale: The reluctant Widow
Autore: Georgette Heyer
Editore: Astoria
Editore: Astoria
TRAMA
Convinta di prendere servizio come governante, la giovane Elinor Rochdale deve fronteggiare un'incredibile vicenda: al termine di un lungo viaggio che dovrebbe condurla nella dimora della temibile signora Macclesfield, si trova invece in una casa signorile ma decadente, al cospetto di un elegante gentiluomo, lord Carlyon, che le chiede di sposare il cugino Eustace. Elinor capisce presto di essere arrivata nella casa sbagliata e teme di essere in presenza di un pazzo. Ma così non è. Grazie all'irresistibile fascino e alla lucida logica di lord Carlyon e alla sventatezza del suo giovane fratello Nicholas, Elinor si sorprende a diventare sposa e vedova nel breve corso di una notte e a trovarsi al centro di una singolarissima vicenda di documenti segreti, agenti inglesi al servizio di Napoleone, spie e assassini. Una rocambolesca trama gialla e gli immancabili colpi di fulmine ci regalano una Heyer al suo meglio.
RECENSIONE
E' la prima volta che leggo un libro di Georgette Heyer, e sono davvero felice che la mia amica Susy mi abbia coinvolto in questo review party e darmi, così, la possibilità di conoscere un'autrice ad ampio spettro, che racchiude in un unico testo giallo, romance, regency, spy story, romanzo storico, e anche chick-lit. In definitiva tutti i generi che piacciano a me.
Georgette Heyer non è quindi un'autrice che si può catalogare o imbrigliare, dalla sua penna (magica, oserei dire) fuoriesce un mondo colorato e colorito pieno di avventure e disavventure, di romanticismo, di misteri che si infittiscono e di ironia disarmante.
Una commedia degli equivoci in piena regola "La vedova riluttante" che in quanto a burla e stile narrativo ha richiamato alla mente il genio di Mozart e il suo famoso "Don Giovanni", nel libretto di Lorenzo Da Ponte.
Avete presente dunque i chicklit della Sophie Kinsella? E i romance di Jane Austen? E il giallo investigativo di Agatha Christie? E la freschezza di Julia Quinn? Be, mettetele tutte insieme e non raggiungerete mai la bravura della Heyer. Mi ha così sorpresa che non vedo l'ora di leggere un altro suo romanzo.
Una storia galoppante che non da tregua al lettore fino alla fine, un plot che rende verosimile anche ciò che pareva impossibile, un film di carta di risate grasse, un finale totalmente inaspettato e un'autrice a cui non bastano tutti i cappelli di Royal Ascot per fare Chapeau!





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