Review Party: L'equazione del cuore - Maurizio De Giovanni
Maurizio de Giovanni scrive una delle storie che ha sempre sognato di raccontare. E ci consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.
Titolo: L'equazione del cuore
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Mondadori
TRAMA
Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un'isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall'ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove?
RECENSIONE
Maurizio De Giovanni è come il cacio sui maccheroni: immancabile nella mia libreria! Conosco a menadito le serie di libri gialli che ha scritto e poi sceneggiato, conosco Maurizio - con cui ho avuto il piacere di chiacchiere più volte - conosco la grandezza e la generosità del suo essere scrittore. E' pertanto sempre un onore ed piacere leggere tutto ciò che viene fuori dalla sua penna che per me assume, ogni volta la bellezza e la musicalità di un'orchestra nel golfo mistico.
Maurizio De Giovanni sa come sorprendere il cuore dei suoi lettori, contando sia sui punti fermi della sua narrazione come l'ambientazione partenopea e uno stile viscerale, sia sulle diverse note di colore che assumono ogni volta i suoi personaggi.
Se la maggior parte dei suoi libri hanno una matrice gialla, in "L'equazione del cuore" scordiamoci le indagini de "Il commissario Ricciardi", de"I Bastardi di Pizzo Falcone", e di "Mina Settembre", e buttiamoci a capofitto nella storia di un uomo che contava solo sui numeri.
I numeri per massimo - professore di matematica in pensione - sono tutto il suo universo, un mondo fatto di ordine, automatismi, schematismi, un'esistenza ciclica placida, lontano da affetti e tutto ciò che potrebbe interferire e scombinare la formula aritmetica del suo vivere. Come ad esempio riallacciare i rapporti con sua figlia Cristina che ha lasciato Procida per trasferirsi al Nord del Paese con la quale, anche trascorrere del tempo insieme durante le vacanze, è compiere uno sforzo inutile. Come sorridere, del resto, festeggiare, avere amici con cui uscire. Sembra una persona triste, ma non lo è, solo non gli piace forzare le cose, lui vive ragionando per formule matematiche, e se non quadrano i conti, allora è inutile sforzarsi.
A scuola ridevamo del suo nome: Massimo De Gaudio. Per uno che è il ritratto della tristezza, ci sembrava uno scherzo del destino.
Massimo, dopo la morte della moglie, è una routine che cammina: sveglia, pesca, telefonate rare e convenzionali con Cristina, e ricerca di espressioni matematiche in tutto ciò che lo circonda. Fino a quando la monotonia del suo tempo viene interrotta bruscamente da una terribile notizia. In un incidente, infatti, hanno perso la vita la figlia Cristina ed il genero Luca, mentre suo nipote Francesco è in coma, e lui è l'unico parente rimasto che deve occuparsene.
Uscire dal circolo è per Massimo un enorme sforzo, prendersi cura di un ragazzino di 11 anni che conosce a malapena, un faticoso percorso tutto in salita che non sa come affrontare, specialmente perché si sente tutti gli occhi puntati addosso di chi è pronto a giudicarlo e condannarlo.
Si chiese per quale motivo non provasse dolore. Si chiese perché non fosse straziato, distrutto. Si chiese perché l'emozione più chiara che sentiva dentro fosse il fastidio di dover andare dove stava andando, di separarsi dalla sua quotidianità blindata
Ancora una volta farà ricorso alla sua matematica per non deludere le aspettative altrui e stare accanto a suo nipote, un bambino ferito nell'intimo da una tragedia che l'ha travolto come un mare in tempesta, un ometto che deve costruirsi, passo dopo passo, una nuova normalità accanto ad un nonno burbero e solitario. Insieme, però, Massimo e Francesco troveranno la propria equazione del cuore.
Maurizio De Giovanni ci ha regalato un gioiello, una storia profonda e viscerale che andava scritta per arrivare a noi, in tutta la sua interezza dolce amara, con un messaggio: malgrado gli imprevisti, ognuno alla fine trova la sua formula, perché
ciò che ti insegna la matematica è che si deve andare fino in fondo, e ogni valore ha il peso che ha, né un millesimo di più né un millesimo di meno



Nessun commento