Review Party: La moglie del serial killer - Alice Hunter
Il thriller rivelazione dell’anno, ai primi posti delle classifiche inglesi.
Titolo: La moglie del serial killer
Titolo originale: The Serial Killer's Wife
Autore: Alice Hunter
Editore: Newton Compton
TRAMA
Beth e Tom Hardcastle sono la coppia perfetta. I vicini li invidiano: il loro matrimonio sembra una perpetua luna di miele, la casa che possiedono è splendida e hanno una figlia adorabile. Sembra che nulla possa incrinare la felicità della loro famiglia. Una sera però, mentre Beth attende il rientro del marito dal lavoro, la polizia bussa alla sua porta. Tom è stranamente in ritardo e lei viene colta dal panico temendo il peggio. Ben presto scoprirà che il peggio va oltre ogni immaginazione. Perché gli agenti sostengono che suo marito sia un assassino. Un mostro che prova un sadico quanto ripugnante piacere nell’uccidere. Troppo sconvolta da quella rivelazione, Beth non comprende subito ciò che i poliziotti vogliono da lei. Una sola, semplice risposta: è davvero possibile che la moglie di un serial killer non sospettasse nulla?
RECENSIONE
Alice Hunter, autrice di questo thriller d'esordio, ha scalato le vette delle classifiche britanniche con il suo thriller d'esordio. La sua esperienza nelle carceri come psicologa e addetta a programmi riabilitativi di detenuti in carcere per crimini violenti, l'ha senz'altro dato una mano in questo, a scrivere un true crime in cui mettere in scena la sua più pressante domanda: ma come fanno le mogli a non sapere nulla?
La sua esperienza in primis e il caso di cronaca nera Ted Bundy hanno generato questo straordinario quanto intricato thriller, che si legge tutto d'un fiato e che mi ha lasciato davvero senza parole.
La famiglia Hardcastle sembra la famiglia felice delle pubblicità dei biscotti Mulino Bianco: hanno una meravigliosa bambina di nome Poppy, vivono in un grazioso cottage a Lower Tew, a pochi minuti dalla grande metropoli. Tom Hardcstle lavora in una banca nella city di Londra che ogni giorno raggiunge in treno; suo moglie Beth ha aperto una pasticceria - la Poppy Place - che funge anche da laboratorio di ceramica, luogo spesso di incontro per mamme e bambini.
Questo grazioso quadretto familiare da pastello diventa fosco e torbido nel momento in cui una sera Tom non fa ritorno e a bussare alla porta sono due poliziotti che cercano proprio Tom per fargli qualche domanda sulla sua ex ragazza, scomparsa otto anni prima e poi ritrovata morta. Credono che Tom sia coinvolto nell'omicidio e Beth è sgomenta per l'intera faccenda.
Se prima gli Hardcasle venivano visti come la famiglia perfetta, adesso la piccola cittadina in cui hanno messo radici gli inizia a guardare con occhi diversi, ponendoli al centro di pettegolezzi e atteggiamenti malevoli, e soprattutto circondandoli di una pesante aria di diffidenza. Possibile poi che la moglie non fosse a conoscenza di nulla?
Il thriller è costruito in modo molto intricato, tanto che in ogni pagina si cambia scenario ed indizi, ad ogni capitolo un punto di vista differente che ne fa quasi un libro corale. Alice Hunter sa confondere le acque benissimo, concertando il lettore che non sa più a chi o a cosa credere o chi additare come colpevole. Un domestic thriller, dunque, che mette in risalto il lato oscuro all'interno di un'abitazione familiare e l'introspezione caratteriale e le paure di una moglie sua malgrado coinvolta in un'indagine per un delitto.





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