Recensione: L'amore due porte più in là - Elle Spellman
Due ragazzi che ancora non si conoscono. Una melodia che li unirà per sempre. Perché la magia si nasconde nell'inaspettato.
Titolo: L'amore due porte più in là
Titolo originale: Too Doors Away
Autore: Elle Spellman
Editore: Garzanti
TRAMA
Bristol. Puntualmente, ogni sera alle dieci, dall'elegante portone della casa al numero civico 26, si leva la struggente melodia di un pianoforte. È un momento che, dall'altra parte del muro, la giovane Steph aspetta con trepidazione. Quelle note ormai familiari l'aiutano a sentirsi meno sola. Perché Steph vive in una bugia: la sua vita, che sui social network appare perfetta, è solo una recita. Da quando si è trasferita in città per sfuggire al passato, fatica a lasciarsi andare a nuove avventure e a uscire di casa. Ma quando, da un giorno all'altro, il silenzio si sostituisce alla musica, Steph decide di farsi coraggio e bussare alla porta accanto per sapere se i vicini stanno bene. Scoprirà con sorpresa di essere stata preceduta da Eric, che abita dall'altro lato della casa e che, come lei, seguiva con passione i concerti serali. Così, per caso, i due ragazzi cominciano a indagare sul pianista misteriosamente scomparso. Ne nasce un'amicizia sincera e profonda, o almeno così pensano all'inizio, troppo spaventati dal fuoco che arde sotto la brace di quel legame inaspettato. Perché dietro ogni porta si nascondono una persona, una famiglia, una storia. Ma la vita vera si incontra solo quando si trova la forza di aprire l'uscio e lasciare indietro la paura. L'amore si può nascondere dovunque, anche due porte più in là. Elle Spellman firma un esordio che ha emozionato gli editori e i lettori che l'hanno letto in anteprima all'estero. Una storia in cui un incontro casuale e inaspettato può diventare la goccia che smuove due vite in attesa di qualcosa che cancelli l'apatia.
RECENSIONE
"Galeotto fu il libro e chi lo scrisse". Verso 136 del Canto V dell’Inferno, Divina Commedia, Paolo e Francesca. Steph ed Eric mi fanno venire in mente i due cognati di Castel Gradara che leggevano del desiderio di Lancillotto per Ginevra, anche qui un amore illecito, essendo Ginevra la sposa di Re Artù. Certo, loro non sono due amanti segreti che danno luogo ad uno scandalo, ma sicuramente si rendono protagonisti di "Galeotto fu il pianoforte e chi lo suonò".
Se non fosse stato per quella struggente melodia proveniente dal civico 26, puntuale come un orologio svizzero ogni sera alle dieci, se non fosse stato per quel pianoforte che da giorni risulta silente, Steph ed Eric non si sarebbero mai incontrati, pur essendo vicini di casa.
Preoccupati e pure in qualche modo tristi per non udire più quel suono che accompagnava le loro serate solitarie, i due si ritrovano dinanzi alla porta del pianista, con la chiara intenzione di saperne di più. Ed è proprio lì, in quel contesto inatteso, che si lasciano sorprendere dalle affinità, dai gusti, da storie di vite parallele. E mentre cercano di indagare su che fine hanno fatto quelle mani d'oro che allietavano le loro orecchie, la loro amicizia cresce piacevolmente.
Proprio in fondo alla stanza, addossato alla parete, si erge il pianoforte. Il piano dei Robertson. L'oggetto stesso che messo in moto tutto questo, ha fatto sì che mi trovassi qui, con Eric. Adesso la vedo, la stanza su cui mi sono sempre fatta delle domande. Mentre aspettavo dall'altra parte, raggomitolata nel mio letto sconnesso dopo una pessima giornata sconnessa, immaginavo che aspetto avesse questo luogo, questa casa pervasa di felicità, dove la musica e le risate filtravano dalle pareti.
Steph ed Eric sono in una fase della loro vita che li ha resi apatici, e forse anche un po' fuori dalla realtà. In particolare Steph è ossessionata dai social e tende a mostrare un'apparenza instagrammabile piuttosto che la vera sé, affranta dalla rottura con l'ex, spaesata dalla nuova sistemazione in un monolocale, con un conto che sta andando in rosso.
Per Eric non è poi tanto diverso: anche lui è tornato single da poco, e non riesce a lasciarsi alle spalle la rottura con quello pensava potesse essere l'amore della sua vita. Anche sul lato professionale non va meglio, lui che lavora in banca e sogna invano di fare lo sceneggiatore.
Steph ed Eric non potrebbero essere più perfetti per far combaciare le loro esistenze, dandole una svolta significativa che riempie ne il vuoto, dando un tocco di vivacità a tutto il grigio che con depressione, lutti e delusioni amare, si portano dentro.
Hanno molte cose in comune, amano gli stessi film e le cose semplici, e pian piano, si apriranno l'uno con l'altro, affrontando tutto il dolore che si portano dentro da troppo tempo, e scopriranno che la loro simpatia può trasformarsi in molto altro...Ma quando stanno vivendo il più bello, ecco che Steph riceve la promozione che stava aspettando, e che comporta un nuovo trasferimento. Chissà se il destino avrà altri piani per loro due...
"L'amore due porte più in là" è un romanzo delicato che pone l'accento sull'importanza della quotidianità e dei piccoli gesti come un semplice saluto o sorriso. Una storia avvolgente come una morbida coperta di cashmere che sottolinea la fondamentale presenza dei rapporti umani.




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